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Miglior Mouse da Gaming 2018: Come Scegliere il Mouse da Gaming Ideale

In realtà non è necessario disporre di un mouse da gaming per giocare su PC. Qualsiasi mouse munito di due bottoni e una rotella lo permette già, ma non c’è alcuna ragione di negare a te stesso il fantastico mondo dei mouse da gaming. Un mouse da gaming non ti renderà un giocatore professionista, ma ti conferirà un leggero vantaggio quando si parla di competere, e renderà alcuni giochi molto più confortevoli da giocare.

Mouse da Gaming

Che Cosa Differenzia un Mouse da Gaming da uno Comune?

I mouse da gaming non so poi così diversi da quelli normali. Ogni mouse potrebbe essere costruito “per il gaming”, e non sarebbero neppure necessarie dozzine di tasti aggiuntivi o una valanga di luci al LED posizionate in ogni dove. Generalmente, ogni mouse da gioco da prendere in considerazione per un acquisto dovrà possedere perlomeno le due seguenti caratteristiche: un sensore avanzato ti tipo ottico o al laser, che consenta un veloce e più preciso controllo dei movimenti, oltre a un certo grado di personalizzazione da parte dell’utente.

I mouse da gaming presentano spesso dei pulsanti aggiuntivi per il pollice e per l’aggiustamento veloce di sensibilità e velocità, un cavo piuttosto lungo, nonché di funzioni davvero atipiche da ritrovare negli altri mouse, quali peso regolabile e diverse molle pe la pressione dei vari pulsanti.

In aggiunta, quasi tutti i mouse da gaming sono cablati, niente wireless. Questa scelta viene di norma effettuata per ridurre al massimo “l’input lag”, discutibile vantaggio nel caso di input USB. Anche un comune mouse senza fili presenta solitamente un input lag di pochi centesimi di secondo, ben al di sotto della soglia dei tempi di reazione della maggior parte delle persone (per non parlare del ritardo similare che possiedono i monitor e gli schermi dei portatili). Vero o meno, l’apparente percezione di vantaggio che restituisce una connessione cablata, ha portato a un più difficile reperimento dei mouse da gaming wireless. Questi mouse da gaming wireless sono provvisti di connessione senza fili personalizzata e super veloce, motivo per cui tendono a essere più costosi rispetto ai modelli regolari.

I mouse da gaming più cari possiedono generalmente più chicche funzionali rispetto ai modelli meno costosi, ma ciò non significa che otterrai un’esperienza migliore spendendo semplicemente di più. Ecco cosa dovresti considerare prima di spendere i tuoi soldi in un nuovo mouse.

Conosci il Tuo Grip Style

Il genere di impugnatura che utilizzi, specialmente quando stai giocando a un videogame per PC piuttosto che utilizzando il computer per svolgere normali attività, è davvero importante. Dal momento in cui ogni giocatore ha le sue preferenze, è possibile generalmente separare i grip style in tre stili principali:

Palm grip: rappresenta lo standard per una moltitudine di utenti. Le dita sono distese sopra i pulsanti del mouse e il palmo poggia sopra il telaio dello stesso.

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Tip grip: solo le punte dell’indice, dito medio, e anulare poggiano sopra i pulsanti a destra, sinistra e centro (rotella), con il palmo che tocca parzialmente la struttura del mouse. Il pollice invece rimane aggrappato a lato del mouse.

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Claw grip: un mix tra il grip palm e quello tip. Il palmo appoggia solamente sul bordo inferiore del mouse, con la punta del pollice angolata verso i pulsanti.

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Grip diversi possono essere più o meno adatti a diverse tipologie di videogame, ma non è una buona idea tentare di cambiare intenzionalmente il tuo stile di impugnatura. Usa semplicemente qualsiasi grip risulti adatto per te e che ti permetta di giocare alla grande.

Tuttavia, diversi mouse possono privilegiare differenti tipologie di grip. I mouse più grandi, più ampi sono adatti per un’impugnatura più generale, questi solitamente nascono ipotizzando che almeno parte della tua mano rimarrà ancorata al tappetino per tutto il tempo di gioco. I mouse piccoli, che non presentano una vasta area per il palmo e con un corpo idealmente leggero, rendono più semplici le manovre eseguite con un tip grip. Gli utilizzatori del claw grip apprezzano invece i mouse relativamente tretti, aventi tasti principali sottili e allungati.

La Personalizzazione Offerta dal Software

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I mouse pensati per il gaming sono spesso muniti di un proprio software per PC, in forma stand-alone oppure racchiuso in una “suite”, di riferimento per tutti gli altri dispositivi da gaming della stessa casa produttrice, come tastiere e headset. Questo software consente il settaggio del profilo di illuminazione (non così importante), assegnazioni personalizzate per ogni pulsante (utile, ma spesso già fornito come impostazione nei singoli videogame), e il settaggio delle impostazioni dei DPI. Quest’ultima è particolarmente importante, poiché ti consente di regolare la sensibilità del tuo mouse per ottenere un tracking più, o meno veloce e preciso, alcuni mouse più avanzati lasciano addirittura la possibilità di aggiustare la sensibilità tramite appositi pulsanti.

Un software per mouse può consentirti inoltre di associare delle specifiche azioni a ogni pulsante, adattarsi a varie superfici di mousepad, e settare profili differenti per ogni singolo gioco. Ogni software da gaming mette a disposizione queste funzionalità con un variabile grado di libertà. Uno strumento particolarmente utile è la possibilità di salvare i profili direttamente sulla memoria del mouse, consentendogli di essere spostati tra diversi PC senza il bisogno di alcun settaggio ulteriore. Nota a esempio che il software di Razer non offre questa possibilità, diversamente dalla maggior parte dei più moderni pacchetti software da “gaming”.

Le Diverse Tipologie di Mouse da Gaming

I PC da gaming stanno diventando sempre più complessi, così come le apposite periferiche. Ci sono alcune categorie ben distinte tra i mouse da gaming che possiamo acquistare, la maggior parte delle quali si distinguono nella disposizione e nella progettazione dei pulsanti, volti a specifiche tipologie di videogame. Nota che queste sottocategorie non sono correlate al corpo e allo stile di impugnatura prima menzionati, un mouse per sparatutto può essere ampio e basso in un palm grip, come stretto e poco profondo in un tip grip. Dunque una volta deciso il tipo di mouse da gaming che fa per te, ti consigliamo fermamente di dare un’occhiata alle nostre proposte, scelte tendendo sempre ben a mente lo stile di grip e il software correlato.

Mouse da Sparatutto: Semplice e Veloce

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Questo è il tipo più comune di mouse da gaming. I mouse per sparatutto utilizzano dei convenzionali pulsanti destro, sinistro e rotella centrale come input principale, rispecchiando la maggior parte dei mouse regolari per desktop, con spesso l’aggiunta di due o tre pulsanti controllabili da pollice. Nella maggior parte degli sparatutto in prima e terza persona, questi pulsanti svolgono le rispettive funzioni di: fuoco primario, selezione dell’arma (oppure lo zoom), fuoco secondario (oppure il mirino metallico), e granate oppure azioni corpo a corpo.

I mouse per i titoli Shooter sono relativamente semplici, consentendo al giocatore di adattarsi a ogni tipologia di action game tramite il solo utilizzo di tre dita. In aggiunta ai pulsanti di regolazione dei DPI, alcuni costosi modelli pensati per gli sparatutto presentano un pulsante di precisione, chiamato anche “sniper”, il quale una volta premuto diminuisce temporaneamente i DPI stessi, per raggiungere una mira super-sensibile.

Esempi di mouse per sparatutto sono il Razer DeathAdder e il Mamba, il Logitech G402 e G502, il Corsair M65, e la SteelSeries Rival 300.

“MOBA” o “MMO” Mouse: Ampio Spazio ai Pulsanti

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I “Massively multiplayer online games” come World of Warcraft, o ppure i giochi di strategia come Age of Empires, e i MOBA games come Noun of Other Noun League of Legends possiedono tutti degli elementi in comune: la presenza di una serie di skill davvero specifiche e spesso relegate al contesto, che non vengono necessariamente utilizzate per tutto il tempo di gioco, ma che all’occorrenza devono essere attivate velocemente per restare competitivi. Da qui nascono i mouse per “MMO”, provvisti di una griglia con l’esorbitante numero di 12 pulsanti per il pollice.

I mouse da MMO sono eccellenti in tutti i giochi che beneficiano di molteplici skill personalizzate, o di unità d gruppo. C’è bisogno di un po’ di tempo per abituarsi al loro utilizzo, per non menzionare i molti setup necessari a far corrispondere a ogni tasto una skill ideale. Comunque i pulsanti per pollice, piccoli e difficili da distinguere, rendono questi mouse sicuramente meno adatti alle azioni frenetiche degli action e sparatutto.

Esempi di mouse per MMO sono il Razer Naga, il Logitech G600, il Corsair Scimitar, e il Roccat Nyth。

Mouse per Ambidestri: Adatti Anche ai Mancini

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La maggior parte dei videogiocatori mancini sono semplicemente abituati a fare il callo sulla questione mouse, tentando di utilizzare la mano destra proprio come la maggior parte di noi. Ma per coloro che si rifiutano di scendere a compromessi, le compagnie che producono hardware da gaming offrono anche alcune (poche) opzioni per mancini oppure, più frequentemente, per ambidestri, con corpi e pulsanti perfettamente simmetrici invece che curvati per adattarsi alla mano destra. La maggior parte di questi mouse utilizzano un semplice layout di pulsanti da sparatutto, fornendo i tasti per il pollice su entrambi i lati, con il presupposto di far disabilitare ai giocatori i tasti per la mano che non utilizzeranno. Alcuni sono addirittura dotati di spazi vuoti, sostituibili ai pulsanti inutilizzati.

Alcuni esempi di mouse per ambidestri includono il Razer Abyssus e Diamondback, il Logitech G900 e G300s, la SteelSeries Sensei, e la Roccat Kova. Inoltre, la versione più vecchia del Razer DeathAdder è ancora offerto in versione per veri mancini.

Mouse Portatili: I Migliori Alleati dei Portatili da Gaming

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Per i videogiocatori spesso in viaggio, alcuni produttori offrono versioni più piccole e portatili dei loro modelli principali. Oltre a possedere spesso una connessione wireless e un peso nettamente minore rispetto ai mouse da gaming di tipo standard, questi “piccoli” mouse offrono inoltre uno specifico vantaggio ai giocatori che preferiscono un tip grip style, poiché la struttura dalle dimensioni ridotte consente di essere facilmente manovrata senza il bisogno di tenere tutta la mano appoggiata al mouse.

Alcuni esempi di mouse da gaming portatili sono Razer Orochi e il MadCatz RAT M.

Mouse Ibridi: I Tuttofare per Eccellenza

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I mouse da gaming “Ibridi” tentano di unire il meglio di tutti i mondi, restando abbastanza flessibili da essere utilizzati in qualsiasi genere di gioco, senza però eccellere in nessuno di essi. Questi mouse includono tipicamente più di due tasti (standard negli “sparatutto”) per il pollice, ma comunque mai tanti quanti quelli inclusi in una griglia pulsanti per “MMO”. Questi ibridi possono certamente rappresentare una scelta interessante se stai cercando qualcosa di più flessibile.

Alcuni esempi specifici includono il Razer Naga Hex V2, che presenta una rotella per il pollice che si adatta più facilmente tra le sessioni di sparatutto e quelle MOBA, il Logitech G602 con la sua griglia di tasti 2×3 in stile sparatutto, la SteelSeries Rival 500 e 700 che possiede delle griglie non convenzionali, e la maggior parte dei mouse creati da MadCatz, mouse che stanno ora virando al folle.

Con tutto questo presente, ora dovresti essere ora in grado di restringere di un po’ il tuo campo di ricerca. Che tipologia di mouse stai cercando? Che tipo di impugnatura sei più comodo a utilizzare? Ti interessano davvero funzioni come l’illuminazione RGB o la possibilità di salvare profili di impostazioni direttamente sul device, oppure un semplice software è già più che sufficiente? Il mercato dei mouse da gaming può sembrare enorme, ma una volta che si individuano i punti realmente importanti, si è facilmente in grado di trovare il mouse più adatto a se stessi.

La nostra raccomandazione:

Il migliore mouse da gaming: Razer DeathAdder Elite

  • + Equipaggia il miglior sensore per mouse da gaming disponibile
  • + Forma ideale per grip palmare o su dita ed una varietà di taglie diverse
  • + Nuovi pattini per un movimento fluido
  • – Il software driver richiede una registrazione

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Il Razer Deathadder ha la miglior forma che abbia mai trovato su un mouse da gaming, e ho speso centinaia di ore a giocare, usare Photoshop e navigare su internet con lui nel corso degli anni. È un testamento al design del mouse che Razer aggiorna ogni anno o due aggiornandone i sensori, o aggiungendo luci, o cambiando il materiale di contatto, ma la forma del Deathadder non cambia mai. È così. Il nuovo Deathadder Elite continua la tradizione, e nonostante costi un pochino di più del nostro ultimo consiglio, il Deathadder Chroma, il nuovo sensore dovrebbe valere la differenza.

Il Deathadder Elite usa un sensore ottico da 16.000 CPI, ma i grandi numeri non hanno necessariamente un significato quando si tratta di specifiche di un mouse. Ecco l’importante: per l’Elite, Razer ha scelto un sensore basato sul PMW-3366 sviluppato dall’azienda Pixart in collaborazione con Logitech, che ho nominato il miglior sensore per mouse disponibile dal suo debutto nel 2014. Nonostante ci possano essere piccole differenze nel funzionamento di questi sensori tra i vari mouse (implementazione software che modifica il modo in cui i dati dal sensore vengono processati), in breve l’Elite ha un ottimo sensore che funzionerà alla grande in ogni gioco che affronterà.

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E il design del Deathadder è ancora il meglio del meglio. Ha una larga e ben definita rotella, e due larghi tasti sul lato sinistro del mouse che danno soddisfazione a cliccarli, ma sono abbastanza rigidi da evitare pressioni involontarie. I bottoni sono appena sotto un largo grip che mantiene il tuo pollice ancorate al mouse per tutto il tempo, e possono essere premuti semplicemente senza doverlo spostare.

Il posizionamento e la sensazione di questi bottoni e del grip fanno una buona parte di ciò che mi convince che il Deathadder sia il miglior mouse da gaming. Il Deathadder ha un clic veloce e deciso con due leggere concavità sui tasti destro e sinistro in cui posizionare le dita. Con l’Elite, Razer ha aggiunto due piccoli bottoni sotto la rotella per impostare i CPI. La semplicità del Deathadder è uno dei suoi punti di forza, ma fortunatamente questi tasti non danno fastidio. Sono facilmente ignorabili, o li puoi usare se ti piacciono le impostazioni CPI, o li puoi programmare per altre funzioni.

Il rivestimento opaco in plastica è fantastico-nonostante la mia mano sudi quando gioco intensamente, il materiale del Deathadder non mi fa perdere la presa o non mi fa sudare come fanno i rivestimenti in gomma.

La forma del Deathadder lo rende adatto alle prese di palmo, polpastrello e ibride, con il palmo ancorato al retro del mouse e con le due dita inarcate sopra i tasti destro e sinistro. Durante le mie partite con il Deathadder non ho mai trovato la mano scomoda o troppo rilassata mentre tenevo il mouse – l’ho sempre trovata all’erta ma comunque comoda. Il mouse scivola molto bene nonostante il suo peso di 105 grammi – più pesante di mouse come lo Steelseries Sensei, ma più leggero del Logitech G502 Proteus Core da 145 grammi. L’elite aggiunge nuovi piedi più larghi, con un anello attorno al sensore, che dovrebbero aiutare il mouse a scivolare meglio anche dopo mesi o anni di utilizzo.

Non c’è un peso giusto per il mouse, necessariamente, ma ho parlato con pro-gamers di Counter-Strike, Starcraft, Battlefield ed altri giochi e universalmente consigliano la stessa cosa quando si tratta di mouse da gaming: più leggero e semplice è, meglio è.

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Meno bottoni sono generalmente meglio di più bottoni, che possono complicare il design del mouse e renderlo più difficile da tenere. Un mouse più leggero significa che puoi fare movimenti precisi più velocemente con meno sforzo. Il Deathadder è ben bilanciato qua: è largo, ma comunque leggero, rendendolo ideale per molti tipi di mani diverse.

Cosa dire dei sensori? Quì è dove l’Elite dovrebbe brillare, anche confrontato al precedente Deathadder. I test dai fan hardcore hanno mostrato la presenza di un sensor smoothing, che cerca di compensare le minuscole latenze, oltre i 1800 CPI, ed uno smoothing più forte a sensibilità di molte migliaia. È comune per i sensori funzionare meglio a basse sensibilità piuttosto che alte, ed anche con lo smoothing il sensore del Deathadder Elite funzionerà meglio di qualunque altro mouse che tu possa prendere. Questo è un fenomeno che la maggior parte dei giocatori non noterà nemmeno, ma se sei estremamente sensibile al comportamento del tuo mouse, è meglio usare un’impostazione di 1800 CPI o meno.

Ricorda, è meglio incrementare la tua sensibilità nel gioco piuttosto che tramite l’impostazione CPI, dato che la sensibilità non è perfetta per ogni gioco a cui giochi.

Ho visto lamentele riguardanti la qualità di costruzione di Razer, ma non ho mai riscontrato problemi con il Deathadder. Molte delle recensioni negative del mouse si concentrano sul software di Razer Synapse. Synapse ha un componente cloud, che richiede una connessione ad Internet per i primi 30 secondi per registrarsi. Fa schifo – non dovresti essere online per iniziare ad usare il software – ma una volta registrato non richiede una connessione persistente, e l’interfaccia è ottima.

Synapse è semplice ed immediato, senza essere brutto come alcuni software driver, senza crash e senza funzioni inutili. Con il Deathadder ci sono tab semplici per personalizzare il profilo del mouse, i CPI, e l’ottimizzazione della superficie. C’è una tab per le macro ed una per l’illuminazione, ecco. E avendo i dati sincronizzati sul cloud è semplice; non è così semplice come avere i dati salvati sulla scheda, come per Steelserie Sensei, ma questo è uno dei motivi per cui Deathadder è abbordabile.

Per la maggior parte dei giochi e dei giocatori, il Deathadder Elite è il miglio mouse. È semplice dove dev’esserlo, ha un ottimo sensore ottico che fuznionerà su tutti i pad ed ha la forma definitiva per un grip di polpastrello o ibrido palmo/polpastrello. Ma capisco che può non essere perfetto per tutti – se hai una mano più piccola, o hai bisogno di giocare mancino, o vuoi un mouse con più funzioni, continua a leggere.

Il miglior mouse da gaming per ambidestri: SteelSeries Sensei 310

  • + Economico
  • + Molto leggero: soli 92 grammi
  • + Il nuovo Sensei design porta con sé una solida struttura in plastica e un’ottima impugnatura
  • – Forse è un po’ troppo piccolo per chi possiede mani grandi.

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Per anni, la Steelseries è restata in campo con un ottimo prodotto: il Sensei è stato un mouse per ambidestri davvero popolare, già funzionale per quello che era. Ma alla lunga si è resa necessaria la presenza di un sensore migliore, in grado di poter competere con mouse quali il Deathadder e il Logitech G900. Così ora, Steelseries ha finalmente deciso di aggiornare il Sensei 310, non solo donandogli un nuovo sensore, ma svecchiandone il design, innovandolo sotto ogni punto di vista.

Il nuovo Sensei 310 sta in mano esattamente come il vecchio modello, offrendo un ottimo sostegno a tutti i giocatori, destrorsi o mancini, in cerca di un mouse ambidestro di dimensioni medie. Ciò significa che presenta gli stessi tasti su entrambi i lati, e che è fin troppo facile fare accidentalmente clic col mignolo su quelli del lato sbagliato. Nelle ore di test, al mio Sensei 310 non è successo nemmeno una volta. La dimensione e la forma dei pulsanti per pollice è stata modificata, rendendo più facile far oscillare il pollice verso l’ alto per premerli, evitando così pressioni accidentali degli stessi.

Steelseries ha inoltre aggiunto un nuovo materiale in silicone (dal buon grip) sotto i pulsanti del pollice, resistente al sudore e in grado di mantenere il pollice ancorato esattamente nella posizione che scegliamo. Il materiale del corpo di Sensei 310 è invece una plastica opaca, molto più bella di quella precedente, la quale evita che il mouse diventi troppo sdrucciolevole. Si tratta di un grosso aggiornamento rispetto al corpo metallico della Sensei originale, e soprattutto rispetto alla plastica del vecchio Sensei RAW.

Il Sensei 310 ha un aspetto decisamente più spigoloso rispetto al vecchio modello, ma il modo in cui si adatta alla mano è identico. Il telaio rimane estremamente leggero, grazie ai suoi 92 grammi, che lo rendono un mouse altamente facile e veloce da trascinare, senza dover tra l’altro affaticare il polso. Ma soprattutto, il nuovo sensore mouse di Sensei è basato sulla tecnologia che regna attualmente sovrana in quest’ambito, ovvero la linea PMW 3360, oggi utilizzata in diversi mouse da gaming. La Steelseries ha inoltre collaborato con Pixart per creare la propria versione del sensore, chiamata TrueMove3.

Secondo Steelseries, il mouse è in grado di tracciare i movimenti alla perfezione fino a 3,500 CPI, un livello maggiore rispetto alla precedente versione del sensore. In realtà il sensore supporta fino a 12,000 CPI, ovvero un valore ben più alto di quello di cui la maggior parte delle persone necessiterebbe. È consigliabile quindi utilizzare un valore più basso di CPI, e aggiustare in seguito la sensibilità del videogioco stesso, in modo da raggiungere un risultato congruo. Anche stavolta, ho voluto testare il mouse a sensibilità al di sopra dei 3,500 CPI, ma non potuto riscontrare alcuna “sbavatura” o calo di performance in sparatutto come Lawbreakers e Unreal Tournament.

Con la lenta avanzata dei mouse per mancini, il Sensei 310 rappresenta un buon compromesso e, grazie ad alcuni accorgimenti nel design, questa periferica risulta essere adatta a ogni persona che predilige le forme di un mouse per ambidestri.

Anche se complessivamente preferisco la struttura del Deathadder e la solida sensazione di click che restituisce il Logitech G900, Steelseries Sensei 310 è in grado di offrire ottime prestazioni e un software di customizzazione dei pulsanti e dei CPI semplice e davvero stabile. La rotella di scorrimento non dona la stessa soddisfazione di quella di Logitech, ma funziona bene, lo stesso è per i suoi pulsanti, sia a destra che a sinistra. Da quello che ho potuto provare, si colloca nella media dei mouse ambidestri.

Il miglior mouse per MOBA e MMO: Razer Naga Hex V2

  • + Design più bello e confortevole rispetto a Naga Hex
  • + I pulsanti per il pollice non restituiscono un grip molto solido
  • + Il layout a pulsante circolare rende ancora più facile la distinzione veloce degli stessi
  • – La rotella del mouse non ha lo stesso peso degli altri mouse, e non restituisce la stessa soddisfazione

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Per la maggior parte dei videogiocatori, è sconsigliato acquistare mouse con troppi pulsanti per il pollice. Questa fila di 6-12 pulsanti può infatti rendere difficile una loro differenziazione tramite semplice tocco inoltre, solitamente, troppi tasti vanno a interferire con il grip del mouse stesso. Sicuramente sarai in grado di premere i pulsanti principali più velocemente tramite tastiera. Per la maggior parte dei videogiocatori, un paio di pulsanti extra saranno più che sufficienti. Ma se davvero desideri un mouse con una grande varietà di pulsanti, credo che il Razer Naga Hex v2 sia l’opzione che fa al caso tuo.

Ho cancellato la precedente iterazione del Naga Hex per la sua superficie inclinata e i materiali che utilizza, ovvero una plastica impermeabile, a dire il vero non proprio adatta a mani che tendono a sudare durante la sessione di gioco. Il nuovo modello prende in prestito il suo design dal Deathadder e il Mamba: una plastica opaca dall’ottimo feeling in mano, e un corpo leggermente ridisegnato per garantire una miglior impugnatura del palmo. Con il precedente mouse, ho sempre avuto la sensazione che la mia mano tendesse a scivolare verso destra. Il nuovo Naga Hex garantisce invece un maggior supporto al mignolo, oltre che dei pulsanti piatti. Un gran bel miglioramento.

Così è la sezione di tasti per pollice, che ora presentano la medesima texture in gomma del Deathadder. Si tratta ancora una volta di un gran bel passo in avanti rispetto al precedente Naga Hex, e penso che anche le forme dei tasti lo siano: ora sono disposti a cerchio e formati in tutto da sette pulsanti, sostituendo dunque l’ antico gruppo di sei bottoni a forma ottagonale.

Ho testato una certa varietà di giochi con il Naga Hex v2, tra cui Quake, il nuovo Unreal Tournament e Smite. Non ho riscontrato alcun problema a livello di reattività e non ho rilevato alcun problema con il movimento del cursore o con l’ accelerazione del mouse. Dopo poche ore di gioco ho notato che spostare il pollice per premere i pulsanti posteriori del quadrante risulta essere un po’ scomodo, e mi sono sentito più rapido nel premere i comandi MOBA sulla tastiera. Ma se la vostra comodità è volta verso un maggior numero di pulsanti, i test di gioco che ho fatto mi hanno convinto di come il design di Naga sia utile sia negli sparatutto, che nei MOBA, oltre che in giochi dal rimo ben più lento.

Il miglior mouse di gioco di fascia alta: Logitech G900 Chaos Spectrum

  • + Usa il miglior sensore Logitech
  • + Il miglior click che abbia mai sentito su un mous
  • + Leggero nonostante sia wireless (senza sacrificare la durata della batteria)
  • – Costoso

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L’unico mouse wireless su questa lista è quì per un motivo: non solo è il miglior mouse da gaming wireless, è il miglior mouse da gaming che puoi comprare, punto. Il Logitech G900 Chaos Spectrum è costoso, ma è l’unico mouse sopra i 100$ che penso valga il suo prezzo. Può essere usato in modalità cablata collegando il cavo, rendendolo un mouse fantastico.

Perchè è così grande? Il G900 Chaos Spectrum è meravigliosamente leggero, con 107 grammi, ed usa il fantastico sensore di Logitech, PMW-3366, che può arrivare a 12.000 CPI. Ma più importante del numero di DPI, il sensore funziona egregiamente ad impostazioni basse ed alte, senza problemi di accelerazione o di scatto. Il G900 ha anche un nuovo meccanismo di click che lo rende fantastico sotto le tue dita.

Come descritto nella mia recensione “La nuova barra di Logitech per i bottoni principali del mouse crea la miglior sensazione ed il miglior click che abbia mai sentito in un mouse. Il suono fa la sua parte nella sensazione del click, nello stesso modo in cui lo scarico di un’auto fa la sua parte per percepirne la potenza (Ford ha studiato la Mustang del 2008 per farla suonare come la Bullitt di Steve McQueen). I benefici pratici di questo design sono che il click diventa consistente a prescindere da quale punto del bottone stai cliccando. Perchè l’azione del click arriva da una barra di metallo, non da un pezzo di plastica che si piega su un punto, non c’è variazione nel modo in cui la plastica si muove in base a dove clicchi sul bottone.”

Il design ambidestro del mouse include i bottoni da pollice rimovibili per entrambi i lati, e sta perfettamente nella mia mano di dimensioni medio-grandi. Ad un prezzo più basso, questo mouse sarebbe il mio nuovo consiglio per tutti, ma per com’è, il G900 è il miglior mouse high-end che tu possa regalare alla tua mano.

Il miglior mouse da gaming pesante, Logitech G502 Proteus Core

  • Il sensore per mouse da gaming più accurato sul mercato
  • Traccia fino a 12.000 CPI senza alcuna perdita di prestazioni
  • Adatto a grandi mani
  • Alcuni pulsanti possono essere difficili da premere nel vivo della battaglia
  • Troppo pesante per chiunque prediliga mouse piccoli

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Il Logitech G502 Proteus Core è un mostro da 121 grammi (con i pesi rimossi, e senza contare il cavo), leggermente più lungo del Deathadder, e costruito per sembrare una sorta di arma futuristica. Possiede il migliore sensore per mouse sul mercato. Laddove la maggior parte dei mouse da gioco utilizza variazioni personalizzate della stessa gamma di sensori Avago, Logitech svolge tuttora una gran parte del proprio lavoro di ingegnerizzazione, e dota il mouse di 12.000 sensori CPI configurabili, con una distanza di sollevamento di circa 1 mm, il che lo rende un’ ottima scelta per i videogiocatori ad alta o bassa sensibilità.

12.000 CPI è un valore assolutamente esagerato, e sarebbe quasi impossibile giocare a quella impostazione senza calare in maniera massiccia la sensibilità nel gioco. Ma gli appassionati di mouse che hanno ugualmente voluto mettere alla prova il G502 sostengono come anche questa modalità non presenti alcuna sbavatura, a qualsiasi livello di sensibilità, scoprendo inoltre l’assenza di imprecisioni e scatti involontari, anche al massimo dei CPI. Questo è davvero impressionante: ciò significa che il mouse mantiene sempre una velocità di controllo piuttosto elevata, anche a 12.000 CPI, tenendo traccia dei movimenti rapidi senza peccare in precisione.

Anche se il G502 ha un aspetto molto più angolare rispetto al G500 che ha sostituito, in realtà i due si assomigliano molto per ergonomia. Il G502 è pensato principalmente per una presa a palmo, grazie alla sua robusta scanalatura per pollice sinistro, ma è ancora possibile afferrare il mouse con alcuni compromessi. Il G502 è dotato inoltre di: due pulsanti aggiuntivi a sinistra del click sinistro del mouse, due sopra la scanalatura del pollice e un pulsante “cecchino” alla fine della scanalatura del pollice. La sua rotella di scorrimento possiede addirittura un interruttore per passare dallo scorrimento libero a quello “a scatti”, oltre che il click standard centrale, e può anche scattare da sinistra a destra per ottenere due clic.

Nella presa a palmo, è difficile (impraticabile, in realtà) utilizzare i due pulsanti che si trovano accanto all’ indice. Sono più facili da premere con l’ impugnatura a claw, ma questo significa comunque dover spostare il dito al di fuori del click primario del mouse, cosa che non si ama fare spesso, e una presa a claw significa dover riposizionare il pollice e perdere così parte della stabilità della scanalatura del pollice, più quella del pulsante cecchino. Non credo inoltre che i due pulsanti del pollice, che si trovano sopra di esso, siano ben posizionati come quelli del Deathadder. La necessità di alzare il pollice per premerli, invece di poterli appoggiare parzialmente su di essi, li rende meno pratici e utilizzabili.

Al di là di queste critiche, il G502 possiede un design migliore a qualsiasi altro mouse di tipo “pesante” che abbia mai testato. Il lato sinistro ha un grip gommoso per il mignolo, e la superficie del mouse utilizza una bella plastica opaca. Il click sinistro presenta un design sottile, ma piacevole, concavo che culla il dito. Anche se il G502 è già di per sè un mouse pesante, potrai renderlo ancora più pesante grazie ai pesetti removibili.

Il software di gioco di Logitech è discreto, anche se preferisco la semplicità di Razer Synapse (Logitech ha alcune animazioni inutili che non aggiungono nulla all’ usabilità). A differenza di Synapse, tuttavia, i driver del G502 non richiedono un account online e consentono quindi di modificare le consuete caratteristiche: profili e keybinds, macro, livelli di sensibilità e illuminazione. Il software dispone inoltre di un tuning superficiale per l’ analisi del mouse, che è il trucco per cui il G502 può scendere a una distanza di sollevamento così bassa.

A causa della costruzione e del posizionamento dei suoi pulsanti e del suo peso elevato, il G502 non è così grande e completo come il Deathadder. Ma per i giocatori che amano possedere un mouse pesante, o per chiunque si preoccupi profondamente dei sensori mouse, il Logitech G502 Proteus Core è il mouse consigliato.

Concorrenti

Ho utilizzato all’ incirca due dozzine di mouse nell’ ultimo anno, utilizzando dei criteri a cui ho fatto riferimento. Come si adatta alle varie impugnature? Il sensore è preciso? Quanto è leggero il mouse? I suoi pulsanti sono posizionati in modo intelligente e soddisfacente al tatto?

Razer Mamba Tournament Edition

Il Razer Mamba Tournament Edition è una versione più leggera ed economica del wireless Mamba Chroma, ed è decisamente un mouse dalle dimensioni generose. Prende in prestito la maggior parte dei suoi punti di design dalla Deathadder, ma costa di più e aggiunge un paio di pulsanti nella parte superiore del mouse. Purtroppo manca la funzione più interessante di Mamba wireless, ovvero la regoalzione della pressione del click a sinistra/destra. In definitiva, penso che il Deathadder sia leggermente migliore dal punto di vista ergonomico e abbia un prezzo inferiore, il che gli dà un vantaggio sul Mamba TE.

Steelseries Rival

The Steelseries Rival è un buon mouse ottico, ma il design del corpo destro non è perfetto come quello dei Deathadder. Adoro i suoi pulsanti grandi sul lato sinistro, ma le sue manopole in gomma troppo ruvide. Dona una buona sensazione di presa, ma che non ti invoglia poi così tanto a utilizzare con quel mouse, il che non è un bene.

Razer Naga

Il Razer Naga, mouse MMO, è dotato di una dozzina di pulsanti disposti lungo la griglia sul lato sinistro. Questo va bene se si sta cercando un mouse esclusivamente per MMO, ma per la maggior parte degli altri giochi, questi pulsanti non sono il massimo. Sono piccoli e tutti identici tra loro, e a dirla tutta occupano una vasta sezione a lato del mouse, rendendo così più difficile afferrare il mouse senza pressioni accidentali. I mouse MMO semplicemente non sono la scelta migliore per giocare a sparatutto in prima persona, o ad altri generi che danno priorità alla velocità e alla precisione rispetto a molti input di tasti.
Razer Naga Hex

Il Razer Naga Hex è un mouse adatto all’utilizzo generale, migliore si rispetto al normale Naga, ma che non rappresenta ancora l’ideale per la maggior parte dei generi videoludici. È sagomato in modo particolare, con una pesante inclinazione a destra, e focalizza tutta l’attenzione sul gruppo di sei pulsanti sempre sul lato destro. Un piccolo selettore in mezzo alla griglia esagonale dei pulsanti permette di pizzicare il lato del mouse con il pollice, ma comunque non consiglierei il mouse per il gaming generale. Inoltre, la superficie di plastica della parte superiore del mouse è povera in grip, per non parlare di tutte le problematiche di traspirazione delle mani.

Logitech G402 Hyperion Fury

Detto questo, non penso ancora che il G402 Hyperion Fury, il sostituto delle G400, sia un mouse eccelso. Ha un sensore davvero recente, ma la forma del dispositivo, la sua posizione e la sensibilità dei suoi pulsanti sono nettamente inferiori rispetto a quelli di G502. La spaziatura tra i due tasti per pollice e i due pulsanti per le altre dita avanti creano un bordo tagliente piuttosto scomodo. Si tratta comunque di un mouse abbastanza leggero, il che è buono. Ma a causa di questo, e del modo in cui il pollice si inserisce nella fessura laterale, è necessario alzare il pollice fino a premere i due pulsanti laterali, i quali necessitano di un piccolo sollevamento dal mouse, richiedendo di riposizionare il pollice successivamente. Non proprio l’ideale per i videogiocatori di livello medio. Non raccomanderei il G402 a nessuno come migliore al Deathadder o al G502.

Il Corsair M65 non può essere considerato all’altezza degli altri prodotti, ma penso che esso sia un buon mouse per i giocatori di FPS che apprezzano mouse più robusti. Ha una grande e pesante rotella centrale, una LOD (lift-off distance) molto bassa e un tasto “cecchino” posizionato sotto al pollice.

Purtroppo, gli altri tasti da premere con il pollice sono piccoli e difficili da utilizzare. Devi alzare il pollice e premere con la parte piatta di esso. Il software dei driver è inoltre brutto ed estremamente limitato nelle funzionalità rispetto ai software di altri produttori. Il mouse, infine, risulta essere pesante, anche senza i pesetti.

Roccat Nyth

Come ho scritto nella mia recensione, il Roccat Nyth è un gran mouse, sorprendentemente. È decisamente il mouse maggiormente personalizzabile che abbia mai usato, Quindi perchè si trova in questa classifica? Perchè non credo che la maggior parte delle persone abbia bisogno di un mouse personalizzabile, e non ho provato abbastanza mouse di questo tipo per dedicargli una categoria a parte. Il software di Nyth, intuitivo e potente, dà un grande valore aggiunto al prodotto. Non è perfetto, ma è il software più flessibile che io abbia mai usato, addirittura nelle prime versioni. Se la sezione “Miglior mouse personalizzabile” dovesse diventare una categoria vera e propria, il Nyth sarebbe senza dubbio in testa ad essa. Ma per ora, è difficile consigliare ai giocatori questo mouse piuttosto che un altro visto il suo alto prezzo. A meno che tu non desideri cambiare il layout dei tasti del mouse, puoi acquistare una periferica migliore ad un terzo del prezzo

Razer Ouroboros

Come ho scritto nella mia guida al miglior mouse da gaming wireless, il Razer Ouroboros è un mouse da gioco wireless molto costoso con il suo prezzo di $130, che può diventare cablato se collegato con un cavo al PC. I suoi pezzi laterali possono essere invertiti così da permetterti di stare comodo sia con la mano sinistra che con la destra

L’Ouroboros può arrivare a 1000 Hz, numero inusuale per un mouse wireless. Personalmente non sono in grado di distinguere un mouse da 500 Hz da uno da 1000 Hz, ma è una caratteristica che alcuni giocatori apprezzano. Purtroppo, giocare con l’Ouroboros mi è sempre sembrato sbagliato, dato che è un mouse pesante con 140 grammi di peso e, nonostante esso scorra in modo fluido, ha un profilo piatto che non mi è mai parso comodo. In Unreal Tournament le prestazioni del mouse sono state penose e ho perso sei partite. Passare al Logitech G602 ha migliorato la situazione ed ho iniziato a vincere. Il massimo che posso dire è che l’Ouroboros non mi ha dato alcun problema di lag, ma l’esperienza di gioco è stata senza dubbio penosa.

Logitech G302 Daedalus Prime

Il Logitech G302 Daedalus Prime è un piccolo e leggero mouse progettato per i MOBA dal clicking notevole. Esso offre un sensore buono, ma non ottimo, e costa oggi quanto il G303 Daedalus Apex, che ha lo stesso chassis ma ha un sensore migliore. Il G303 ha avuto un prezzo di partenza maggiore rispetto al G302 ed è andato col tempo a diminuire fino a raggiungere la stessa cifra del fratello minore. Visti i prezzi uguali, non c’è motivo di preferire il G302 al G303, che è ora la mia prima scelta per un mouse per mani piccole e per MOBA.

Altri mouse che ho provato in passato sono il Roccat Savu (troppo piccolo per molte mani), Logitech G9x (un classico con uno chassis fantastico ma ormai fuori produzione), Mad Catz RAT 7 (troppo pesante e costoso dati i suoi $90) e il Razer Taipan (il suo sensore è stato criticato in seguito ai problemi di accelerazione e la sua forma ergonomica non corrisponde sufficientemente a quella del Sensei).

Prove Future

Ci sono ancora alcuni mouse da gaming che non ho mai provato dato che questo mercato è popolato da centinaia di produttori. La maggior parte dei mouse che ho provato però sono economici, con uno chassis poco lavorato o con sensori criticati per la loro mancanza di accuratezza. Ci sono sempre nuovi mouse in uscita ed ho intenzione di testarne il più possibile e di mantenere questo articolo aggiornato.

Ci sono anche alcuni mouse sui quali non ho ancora messo le mani che sono nuovi o hanno una leale fanbase, come lo Zowie FK1, il Roccat Tyon e il Kone Pure Military. Non ho poi considerato in questa guida mouse per MMO o wireless (anche se ti accorgerai leggendo sopra che molti mouse per MMO non sono adatti per il gaming generale).

I mouse wireless stanno, al massimo delle possibilità, eguagliando le prestazioni di altri mouse da gaming, andando così a costare molto di più. Tendo a separare quelle categorie dai migliori mouse da gioco generali, quindi li proverò per i loro articoli.

Leggi di più:
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